La terra fa parte della mia storia da sempre, la coltivo, la osservo, la rispetto... perché la terra non chiede di essere sfruttata, ma ascoltata.
I campi che lavoro oggi sono gli stessi che la mia famiglia custodisce da generazioni. In quei solchi c’è memoria, fatica, pazienza. Tornare qui non è stato un passo indietro, ma un ritorno necessario.
Dopo gli studi di ingegneria, e pur continuando a esercitare la libera professione, ho scelto di rimettere le mani nella terra. Di prendermi cura dei terreni di famiglia e trasformare un sapere antico in un progetto agricolo consapevole, capace di guardare al futuro senza dimenticare le proprie radici.
Amo il lavoro di campagna. Amo il sudore, le giornate che iniziano presto e finiscono quando la luce cala, il silenzio interrotto solo dai rumori della natura e dei mezzi agricoli. Amo osservare le stagioni che cambiano e imparare, ogni giorno, a rispettarne il ritmo.
L’agricoltura è passione, ma è anche un lavoro duro, senza orari e senza scorciatoie. È presenza costante, attenzione quotidiana, fiducia nel tempo.
È un dialogo continuo con la terra, fatto di scelte, attese e responsabilità.
È qui che ho scelto di stare.
Per coltivare non solo cibo, ma un modo di vivere che abbia senso, radici e futuro.